Dedicato a tutti quelli che stanno scappando...
E tra cavalieri, dame con fiori di carta, tamburi lontani e maghi che leggono la verità dalle carte, uno strano vecchietto con camica hawaiana e berretto si avvicinò ad un marinaio e alla sua romantica bijoux...
"Io sono un collezionista d'arte, un poeta e un investigatore privato. Questo è il mio numero segreto. Lo do a voi due perchè ho capito che persone siete."
"Lei è anche un po' matto, mi sa..."
"Arh! Arh! Credo di si!"
"Ewh! Ewh!"
"Arh! Arh! Arh!"
"Ewh! Ewh! Ewh! ...matto!"
Non ci sono molti rumori presso quel porto. Il mare è calmo e silenzioso. Qualche piccola onda si fa sentire andando a spumare contro i pali di legno della banchina. Il suono della risacca sui ciottoli è inconfondibile e crea la giusta melodia per il rientro del Vanità Dorata.
Corde tese, legno che scricchiola, vele calate e una lampada ad olio per indicare la presenza. Poi l'ancora scende giù fino a toccare il fondo. Il marinaio e la romantica bijoux sono tornati dalla loro breve vacanza. C'è già un po' di nostalgia nell'aria...
"Ci torneremo?"
"Sicuramente!"
"Quando?"
"Presto..."
E camminando vicini sulla banchina, le due figure illuminate da una flebile luna si persero nell'oscurità del sentiero...

P.s.: Ne approfitto anche per ringraziare Maggie che mi ha dato un premio per il mio blog, il quale esibisco fiero qui sotto, mettendomi anche primo nella sua personale classifica di gradimento. Grazie, Maggie! A breve ricambierò con un apposito post!

Così all'alba di domani, in compagnia dei primi raggi del sole, il Vanità Dorata riprenderà il largo, diretto verso nuovi porti...
Al timone, un marinaio. A prua, la più dolce delle romantiche bijouxs che scruterà, lontano, l'orizzonte...


"Stai così bene che quasi quasi non ti toglierò gli occhi d'addosso per tutta la festa..."
"Non sono troppo elegante?"
"É il tuo difetto. Riesci ad essere elegante con qualsiasi cosa. Anche con una t-shirt."
"Quando partiamo?"
"Tra pochi giorni..."
Rarotonga, 1924. Una spiaggia non precisata.
Una sdraio, due palme, un marinaio che dorme profondamente alle 11 passate.
Squilla il telefonino.
(Non esistevano i cellulari nel 1924!)
(Non importa.)
"Pronto?"
"Ehi, buongiorno! Ma che dormivi ancora?!"
"Si..."
"Sei proprio un marinaio pigro..."
"Forse. O forse aspettavo solo il tuo buongiorno. Senza che buona giornata è?"
"Mi sembra giusto."
"Che stai facendo?"
"Cose da donna. E tu?"
"Esco da un sogno e ne entro in un altro."
"Stai ancora dormendo?"
"Non lo so..."
Come la bianca ala dell'albatros sul monotono respiro del Pacifico così, vagabonda per vagare, va la vela del vero marinaio...

Martedì mattina partirò per tre settimane per alcuni studi universitari. Mi piace molto viaggiare e chi legge questo blog lo sa. Eppure, per la prima volta, credo che il mio viaggio avrà un valore diverso... Fino a qualche mese fa, ogni mio viaggio è sempre stato impostato come un'odissea... sperdersi nell'avventura, conoscendo romantiche bijouxs, strani personaggi, per esplorare nuovi posti del mondo...
Eppure stavolta tutto questo ha un senso diverso. Come se avvertissi una mancanza. Come se il viaggio fosse incompiuto perchè compiuto da solo (scusate il gioco di parole). Non come partire senza zaino, ma partire come se una parte di me stesso rimanesse a casa. Una porta molto importante. Se non la più importante. Quella che mi rende buono, positivo, umano... quella parte che è riuscita dopo tanti anni a soppiantare quella cinica, fredda e menefreghista.
Adessa mi importa. E so che mi importa molto nonostante il tempo e la distanza che ci separa sia poco, poichè tornerò nei fine settimana. E torno solo per Lei. Perchè è il motore del mondo, il centro del pianeta. Perchè è la ragione per cui si scrivono poesie e canzoni. Perchè è allo stesso tempo la polvere di fata e il pensiero felice che mi fanno volare... Perchè non è solo Pandora, ma Hipazia, Soledad, Shang Lil, Marina e tutte le altre messe insieme...
Ma il partire senza di Lei darà un senso a quelle notti stellate passate fuori il balcone con gli amici, dove tra una battuta e uno scherzo, ci sarà quel momento di silenzio che mi riporterà a Lei... Lei che è sotto il mio stesso cielo illuminato dalla stessa Luna...

Le notti d'estate sono davvero molto pericolose...
Sembrerà strano, ma svegliano ricordi assopiti, sensazioni perdute... il tutto mescolato con quello che ora è la propria rotta nell'Oceano Vita.
Una spiaggia deserta, uno spicchio di luna, una coppia... una ricetta proveniente da "Le mille e una notte". Stranissime sensazioni si alternano a momenti in cui la fiaba sembra essere reale. Ma forse lo è, solo che sembra incredibile vivere una fiaba. Una favola mai troppo ermetica, seppur custodita da uno, massimo due persone.
Un'isola che non isola... un arcipelago. E poi uno specchio sommerso.
Un lungo sogno. Da solo e in compagnia, ma senza nessun filo d'Arianna. Un dolce perdersi tra le pieghe dei ricordi neanche troppo lontani.
Tantissimi flash di cose accadute e di cose che accadranno si susseguono senza sosta. Dei balli senza musica, delle risate a crepapelle, di sguardi lunghi una vita...
Un pensiero felice, polvere di fata, la finestra prima e poi la casa, alle spalle...
Le notti d'estate sono davvero molto pericolose...

Mercoledi, 18 Giugno
La prima partita dell'Italia agli Euro 2008 l'ho vista a casa della mia ragazza con la sua famiglia. La seconda l'abbiamo vista da me.
Per l'ultima, contro la Francia contro la quale dovevamo per forza vincere, siamo tornati di nuovo da lei, ma stavolta non eravamo soli: per questa partita non si sono preparati soltanto i calciatori, ma anche i tifosi, e così abbiamo chiamato a raccolta qualche amico.
L'organizzazione inizia qualche giorno prima. Telefonate, messaggi, chi sta con l'auto e chi a piedi, a che ora dobbiamo andare a ritirare l'ordinazione alla rosticceria, la ricetta del tiramisù, apriamo l'ombrellone e ci mettiamo anche fuori o no?, quasi quasi preparo anche un'insalatina...
Tutto fila liscio e la sera della partita la nostra formazione è la seguente:
Sul divano, da destra a sinistra, la difesa formata da Paoletta, Jack ed io (avvolti nella mia bandiera tricolore talismano dei Mondiali 2006); subito a terra, Giorgia e Carla con Tiziana mediana libera che passa dalla fascia destra a quella sinistra per poi sostituire Paola sul divano. In avanti i tre spettatori di sfondamento: Valentina, Marco e Flavia. Defilata sulla destra, la nostra fantasista Gemy che con passaggi ben calibrati ha servito il resto della formazione con cibarie e bevande.
Prima dell'inizio della partita iniziamo a schernire i francesi per la storia dell'autobus, così da alleggerire un po' la tensione, veramente palpabile. Poi inizia la partita. Gli inni si cantano a squarciagola all'unisono, nonostante qualcuno sia altamente stonato (si, proprio io) da suscitare un po' di ilarità. Poi si inizia a fare sul serio... Il fattore S perseguita subito la Francia la quale, dopo pochi minuti, perde il preziosissimo Ribery: noi intanto festeggiamo come dei matti.
Festeggiamenti che continuano al 25' del primo tempo, quando Toni viene messo giù in area e urliamo tutti al rigore. L'arbitro ci ascolta ed espelle anche un difensore francese. Poi tutti zitti... Pirlo sul dischetto... La calma prima della tempesta, finchè non si alza un unico grido: GOL!!! Passiamo in vantaggio! Ci rilassiamo giusto un po'. Adesso si che possiamo cominciare a mangiare!
La partita si gioca di 17, un 17 che dovrebbe portare sfiga, ma non a noi (tanto che io festeggio il complimese con la mia Gemy) bensì ai francesi! Ed ecco che al secondo tempo, proprio al 17', un missile terra-aria lanciato da De Rossi su punizione si insacca nella rete! 2-0 per noi e la quasi certezza di poter mangiare il tiramisù (si sarebbe mangiato solo in caso di vittoria).
Per il resto della partita gli Azzurri dominano, i tifosi pure mentre per ben due volte i tifosi festeggiano apparentemente senza motivo: in un altro stadio l'Olanda di un correttissimo Van Basten vince sulla Romania per 2 a 0 regalandoci l'ingresso ai quarti.
Le due formazioni, quella degli Azzurri e quella di casa Gemy, possono festeggiare l'ingresso ai quarti!
E ora domenica ci attende la Spagna, per la quale sfida ci faremo trovare armati di creste tricolori (abbiamo già le magliette ufficiali!!!!!)
...e allora decisi poi che Meghisti sarebbe continuata ad essere la mia isola...
Un'isola non meno frequentata, ma più muta. Per dare spazio ad altri luoghi più a nord, nel verde... luoghi diversi dai quali trasporterò solo due post... Eh si, l'altro blog ha altri scopi!
E poi non riesco a separarmi da questo luogo virtuale, da quest'isola dell'Egeo che, un po' come quella di Lost, non mi permette di allontanarmi troppo... Ci sarò forse davvero affezionato o c'è dell'altro? Non mi interessa...
Bentornati a Meghisti...!
Meghisti chiude i battenti per un po'.
Voglio cambiare grafica al blog e quella che ho in mente ha poco a che vedere con Meghisti.
Non so se cambiare blog o cambiare solo grafica...
In ogni caso, ci vorrà un po' di tempo visto che il template me lo dovrò fare da solo...
Atè logo, gentiluomini di fortuna e romantiche bijouxs, ci rivediamo da qualche parte oltre l'arcobaleno!!!
